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Misure in materia di prevenzione della corruzione

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MISURE IN MATERIA DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE


La Legge 6 novembre 2012, n. 190 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”, all’art. 1, comma 8, dispone che l’organo di indirizzo politico, su proposta del Responsabile della prevenzione della corruzione, adotti il “Piano triennale di prevenzione della corruzione”.

Tale Piano è uno strumento finalizzato alla prevenzione e al contrasto dell’illegalità nell’attività amministrativa che, ai sensi dell’art. 1,
comma 9, della L. n. 190/2012, risponde alle seguenti esigenze:

a) individuare le attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione;

b) prevedere, per le attività individuate ai sensi della lettera a), meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonei a prevenire il rischio di corruzione;

c) prevedere, con particolare riguardo alle attività individuate ai sensi della lettera a), obblighi di informazione nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione chiamato a vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del piano;

d) monitorare il rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti;

e) monitorare i rapporti tra l’amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell’amministrazione;

f) individuare specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge.

In attesa che vengano raggiunte le intese in seno alla Conferenza unificata, cui il Piano comunale di prevenzione della corruzione deve conformarsi, si è ritenuto, comunque, opportuno approvare, con deliberazione n. 31 del 28 marzo 2013, un Piano provvisorio di prevenzione della corruzione per il triennio 2013-2015, fatto salvo il suo successivo adeguamento.

A seguito della predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica e della sua approvazione da parte dalla Commissione Indipendente per la Valutazione e l'Integrità delle Amministrazioni Pubbliche (CIVIT ora ANAC) con delibera n. 72 dell’11 settembre 2013, si è provveduto all’adozione, con delibera di Giunta Comunale n. 22 del 30.01.2014, del “Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione” – anni 2014/2015/2016 – del Comune di Zimella, di cui una sezione è costituita dal “Programma Triennale di Trasparenza e di Integrità”.

Entro il 31 gennaio di ogni anno, l’Amministrazione Comune, su proposta del Responsabile della prevenzione della corruzione, adotta il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.


La Legge 6 novembre 2012, n. 190, all’art. 1, comma 51, ha inoltre disciplinato per la prima volta nella legislazione italiana la figura del whistleblower, con particolare riferimento al “dipendente pubblico che segnala illeciti”.
Il dipendente che denuncia all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia, a meno che il fatto non comporti responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione.
Nell’ambito del procedimento disciplinare, l’identità del segnalante non può essere rivelata senza il suo consenso, ove la contestazione dell’addebito sia fondata su accertamenti distinti ed estranei rispetto alla segnalazione che, in tal caso, non deve essere citata nella contestazione di addebito. Se invece la contestazione è fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, la stessa è citata nella contestazione senza rivelare il nominativo del segnalante, che può essere rivelato ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato ed a richiesta dello stesso.
Per l’attivazione
del servizio di segnalazione è istituita la seguente casella di posta elettronica ad accesso esclusivo del Responsabile della prevenzione della corruzione: whistleblowing@comune.zimella.vr.it .




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